Pacchetto Consulenza
Esempio di applicazione della consulenza Definizione
della strategia organizzativa, degli obiettivi e del
sistema dei ruoli (Paper presentato al convegno ‘Telelavoro,
multimedialità e realtà virtuale applicati
al settore turismo’, Rovigo, 31 marzo 2000).
La progettazione d’impresa:
sistema dei ruoli e analisi delle competenze.
Il caso della Cooperativa XY.
Si fornisce qui il resoconto della realizzazione di
una consulenza di definizione della strategia organizzativa
realizzata dall’autore per conto e in collaborazione
dell’impresa cliente XY, una costituenda Società
Cooperativa di servizi alle imprese. L’intervento
ha avuto una durata di 40 ore complessive, suddivise
in sessioni di 8 ore ciascuna, e si è svolto
a Rovigo tra settembre e ottobre del 1999.
1. Formalizzazione degli obiettivi strategici e definizione
delle scelte di management;
In questa fase le partecipanti hanno fissato obiettivi
organizzativi rilevanti dal punto di vista strategico,
comprendenti la natura della società da costituirsi
e il tipo di prodotto/ servizio da realizzare e proporre
sul mercato. Si è cercato, cioè, di
gettare le basi per la definizione della mission aziendale,
ossia la visione condivisa dai membri dell’azienda
basata su alcuni aspetti:
· La storia del
gruppo: durante i due anni di corso che hanno preceduto
la costituzione della Cooperativa le partecipanti
hanno sviluppato, come è naturale, opinioni
personali riguardo al lavoro da svolgere, alle modalità
di realizzarlo dal punto di vista tecnico e alle modalità
di gestire le relazioni e gli inevitabili conflitti
interpersonali. Avere opinioni condivise su tutti
questi aspetti è requisito essenziale per costruire
un’impresa societaria, che nasca solida e basata
su relazioni reciproche di stima e simpatia.
· La strategia
d’impresa: nella fase iniziale di start-up le
partecipanti hanno stabilito le mete fondamentali
e gli obiettivi di lungo periodo dell’impresa;
sono state quindi definite le sequenze di azioni (mappa)
da intraprendere di immediata derivazione strategica,
cioè le azioni da svolgere affinché
gli obiettivi di lungo periodo fossero raggiunti.
Successivamente è stata individuata la figura,
all’interno o all’esterno dell’azienda,
incaricata dello svolgimento di tali azioni. Questa
figura è stata individuata facendo riferimento
a ruoli aziendali e non ancora a persone definite.
· L’analisi
dell’ambiente: le partecipanti hanno cercato
di individuare i segmenti dell’ambiente esterno
di riferimento (clienti, fornitori, consulenti, tecnologie)
che presentassero un qualche interesse per la costituenda
impresa cooperativa. Dopo aver individuato il maggior
numero possibile di questi soggetti, pubblici e/o
privati, le partecipanti hanno definito la natura
dei rapporti attivabili con essi, ipotizzando rapporti
di tipo collaborativo, informativo, di vendita, di
acquisto e via dicendo.
· La formalizzazione
delle attività di ruolo. Partendo dalla mappa
delle attività aziendali di derivazione strategica,
le partecipanti hanno costruito l’elenco delle
responsabilità di ruolo, cioè hanno
raggruppato tutte le azioni riferibili a cicli di
attività: produzione, commerciale, amministrativo,
informativo. In questa maniera è stato definito
l’elenco delle attività di pertinenza
di un dato ruolo: chi avesse, in seguito, ricoperto
il ruolo in oggetto, avrebbe avuto la responsabilità
di svolgere tali azioni.
2. Definizione delle risorse
e delle competenze trasversali necessarie per la realizzazione
delle attività aziendali
In questa fase si è fornito alle partecipanti
uno strumento pratico (una griglia di analisi) che
permettesse di analizzare le risorse necessarie per
realizzare ogni azione che costituisce una responsabilità
di ruolo. Si è proceduto innanzitutto ad individuare
le risorse reperibili dall’esterno, quali tecnologie,
risorse finanziarie, informazioni, e quelle che è
necessario possedere quale patrimonio delle professionalità
interne: conoscenze teoriche, competenze pratiche,
abilità trasversali inerenti la realizzazione
e la direzione.
Riguardo a quest’ultimo aspetto (competenze
di realizzazione e direzione) le partecipanti hanno
costruito un vocabolario delle competenze che permettesse
di individuare, in un secondo momento, le persone
del gruppo più dotate di tali competenze o
formulare piani di sviluppo individuali. Questa fase,
fondamentale, merita un approfondimento.
Le competenze trasversali sono, molto sinteticamente,
quelle comuni ad un gran numero di professioni: sono
le competenze che permettono di realizzare prestazioni
eccellenti, indipendentemente dall’attività
che si svolge. Possono essere caratteristiche del
comportamento individuale, come gli aspetti motivazionali,
o possono essere abilità che si manifestano
in contesti relazionali, ad esempio le competenze
comunicative. La costruzione del vocabolario delle
competenze si è svolta in due fasi:
· Inizialmente
è stato proposto un repertorio di competenze
tratto dalla letteratura, assai vasta, sull’argomento;
questo repertorio consisteva, molto semplicemente,
in un elenco di competenze, suddiviso in competenze
operative-esecutive e in competenze direzionali-strategiche;
· Le allieve sono
quindi state chiamate a fornire, per ogni competenza,
una definizione condivisa e ad individuare le azioni
concrete che, se messe in atto, testimoniassero il
possesso di tale competenza. Il percorso può
sembrare pedante e farraginoso, ma raggiunge lo scopo
di eliminare i conflitti derivanti da chiamare in
maniera uguale competenze diverse, e di accordarsi
con precisione su cosa vuol dire, dal punto di vista
dei comportamenti, possedere tale competenza.
Lo scopo ultimo è quello di non lasciare al
buon senso e all’improvvisazione la diagnosi
del possesso di determinate abilità nelle persone,
dal momento che è necessario valutare chi,
tra le socie della cooperativa, possiede le competenze
necessarie per svolgere un determinato ruolo.
3. Sistema dei ruoli e funzioni
vitali dell’impresa
Secondo alcuni elementi presi
da una prospettiva funzionalista, in ogni organizzazione
è possibile individuare alcune funzioni, quattro
in particolare, che è necessario presidiare
affinché l’azienda possa sopravvivere.
È quindi necessario, in fase di progettazione
del sistema dei ruoli, che non vengano trascurate
le attività incaricate di svolgere tali funzioni,
qualunque sia il ruolo svolto:
· La funzione
di adattamento: in ogni organizzazione è vitale
che livello di ruoli ci si occupi (e quindi si possiedano
le competenze adeguate) di percepire i segnali provenienti
dall’esterno, che li si trasformino in informazioni
dotate di senso e che ci si riorganizzi per rispondere
ai segnali ricevuti. In altre parole, qualunque sia
il ruolo svolto, è necessario prestare attenzione
ai cambiamenti dell’ambiente e vivere tali cambiamenti
come opportunità di crescita e non come minaccia
all’esistenza;
· La funzione
di scopo: tutto il lavoro di definizione degli obiettivi,
di impresa in generale e di ruolo in particolare,
viene fatto per non lavorare alla cieca e fornire
parametri di valutazione, al fine di garantire il
raggiungimento degli obiettivi stessi e quindi la
sopravvivenza dell’impresa;
· La funzione
di integrazione: è vitale la capacità,
per l’azienda, di far convivere e funzionare
le proprie parti per realizzare i risultati voluti.
Tutti i ruoli contribuiscono a far funzionare l’azienda,
e la diversità tra i ruoli e in ultimo tra
le persone è una fonte di ricchezza e non un
ostacolo, permette di disporre di maggiori risorse.
· La funzione
di gestione dei conflitti: è obiettivo vitale
per un’impresa accertarsi che i membri siano
adeguatamente motivati e contemporaneamente fornire
meccanismi per gestire le tensioni interne. Il sistema
di ruoli soddisfa questo duplice obiettivo, in quanto
i ruoli vengono assegnati alle persone secondo competenza
e motivazione a svolgerlo, nonché definisce
in maniera inequivocabile gli obiettivi e le risorse
a disposizione, eliminando possibili fonti di tensione
e conflitto.
In conclusione, i vantaggi che ci si aspetta che
derivino da una chiara definizione di un sistema dei
ruoli sono:
· maggiore valorizzazione
del sistema di competenze degli individui;
· sviluppo del
sistema di competenze;
· migliore gestione
dei conflitti;
· soddisfazione
che deriva dal riconoscimento sociale;
· migliore qualità
dei risultati.
La definizione della strategia,
degli obiettivi organizzativi e del sistema dei ruoli
La buona volontà, l’esperienza
e il buon senso non sono più elementi sufficienti
per guidare un’organizzazione con successo,
qualunque sia la natura dell’associazione e
gli scopi che essa si prefigge di raggiungere.
Anche il Terzo settore deve confrontarsi con la necessità
di accedere a risorse limitate e gestirle in maniera
efficiente e professionale, individuando le competenze
e i requisiti opportuni per raggiungere gli scopi
societari. Il presente intervento di consulenza vuole
proporre un modello flessibile e concreto per definire
la strategia dell’organizzazione, implementare
su di essa un sistema dei ruoli elastico ed efficiente,
individuare le responsabilità e i compiti necessari
al raggiungimento degli obiettivi nonché le
risorse materiali e immateriali che devono essere
utilizzate per realizzare l’azione organizzativa.
È indispensabile per un’organizzazione
operante nel Terzo Settore andare oltre la pratica
quotidiana e spontanea delle attività, per
evitare che in tanti si trovino a fare la medesima
cosa trascurando, magari, qualcos’altro di necessario.
A chi si rivolge:
Presidenti e dirigenti di cooperative,
responsabili di area di attività e quanti partecipano
alla decisione dell’indirizzo politico e strategico
dell’organizzazione.
Obiettivi:
Fornire ai partecipanti gli strumenti teorico-pratici
per:
· formalizzare
la strategia organizzativa;
· individuare gli
obiettivi intermedi;
· definire la mappa
delle attività pratiche di immediata derivazione
strategica;
· individuare le
risorse necessarie per lo svolgimento di tali attività.
Contenuti:
Si propone un percorso teorico-pratico
nel quale si alternano tre fasi formative che si caratterizzano
per diversità di contenuti trattati, ma anche
di approccio metodologico ed operativo. Mentre la
prima delle tre fasi è unica, le altre due
sono cicliche, cioè si ripetono su attività
didattiche diverse.
Prima fase: Formazione teorica
In questa fase si introducono i fondamenti concettuali
che permetteranno ai partecipanti di leggere una organizzazione
e comprenderne le dinamiche strutturali. Questa fase
si divide in due momenti specifici:
a) lezione frontale: introduzione
e spiegazione dei concetti;
b) applicazione: esercitazioni
di gruppo, basate sull’analisi di casi, finalizzate
all’utilizzo concreto dei concetti appresi.
Questa fase è unica, sviluppa l’attività
1).
Seconda fase formativa: Consulenza
tecnica
In questa fase il consulente presenta ai partecipanti
gli strumenti adatti all’analisi ed alla formalizzazione
dei ruoli. Dal momento che si tratta di strumenti
operativi, la presentazione del consulente si limita
ad una sintetica (ma completa) illustrazione dello
strumento e delle regole per utilizzarlo. Questa fase
è ciclica, si ripete per tutte le attività
dalla 2) alla 4).
Terza fase formativa: Lavoro
su progetti
Con l’aiuto e sotto la supervisione del consulente,
i partecipanti descrivono una struttura organizzativa
d’impresa (quella della loro organizzazione
di appartenenza) e ne descrivono i ruoli analizzando
i processi di riferimento, le attività di competenza,
le responsabilità, i requisiti professionali.
Per fare ciò i partecipanti lavorano inizialmente
per gruppi di lavoro separati (se il loro numero totale
lo consente), poi definiscono una soluzione condivisa,
in plenaria. Il consulente aiuta i partecipanti nel
definire, inizialmente, ipotesi organizzative diversificate,
poi nel raggiungere il consenso, in modo creativo,
su di una ipotesi comune.
Anche questa fase, essendo ciclica, si ripete per
tutte le attività dalla 2) alla 4).
Attivita’ e tempi
(Si considerano sessioni formative di 8 ore, se necessario
diversamente modulabili).
ATTIVITA’ |
TEMPI
|
| 1)
|
Introduzione ai concetti organizzativi basilari
per la progettazione e definizione dell’impresa. |
4
ore |
| 2)
|
Formalizzazione della mission aziendale, descrizione
dell’ambiente di riferimento e formalizzazione
della strategia. |
7
ore |
| 3)
|
Definizione della mappa aziendale delle attività
di immediata derivazione strategica. |
10
ore |
| 4)
|
Analisi e formalizzazione dei processi di lavoro
necessari per l’esecuzione di ciascuna delle
attività strategiche. |
14 ore |
Durata totale dell’intervento standard: 35
ore
|